L’antico Palazzo Bellomo ospita collezioni d’arte medievale e moderna, dall’epoca bizantina al XVIII secolo.

Dell’originario palazzo rimangono la muratura a filari composta di piccoli blocchi, alcune stanze del piano terra con le volte a crociera, e le fosse utilizzate come pozzi e granai. La sopraelevazione dell’edificio comincia nel XIV secolo, e l’influenza catalana porta successivamente all’inclusione dello stile gotico. Dopo l’inserimento di bifore e trifore al piano superiore furono effettuate altre varie modifiche, finendo poi nel XVIII secolo con l’ampliamento del Cortile delle Palme.

Mappa Della Galleria Regionale

Piano Terra

Sala 1-4: Sculture dell’età bizantina al secolo XVI e carrozze dei secoli XVIII e XIX

Sala 3: Sculture dei Gagini e di Giovan Battista Mazzolo

Primo Piano

Sale 5-9: Pinacoteca

Sala 6:  Polittici quattrocenteschi e l’Annunciazione di Antonello da Messina

Sale 10-18: Sezione delle arti decorative (argenti, presepi, parati, mobili, gioielli, ceramiche)

Sala 12: Presepi

Sala 15: Le ceramiche

5 Capolavori del Palazzo Bellomo

Immacolata e Santi (Guglielo Borremans)

Annunciazione (Antonello da Messina)

Madonna del Cardillo (Domenico Gagini)

Sarcofago di Giovanni Cardinas (Antonello Gagini)

Polittico di Santa Maria

La Storia

Il Palazzo Bellomo risale al XIII-XIV secolo e rientrata nella tipologia tipica dello stile gotico civile catalano; un particolare dell’ edificio è che presenta due fasi costruttive che si distinguono in:
– Età Sveva, come si può vedere nella struttura bastionata del pianterreno e nel portale gotico.
– Quattrocentesca, riconoscibile in tutto il piano superiore.

Nel 1365 il palazzo divenne proprietà  e dimora della famiglia nobile romana Bellomo, venuta in Sicilia durante il regno di Federico III d’Aragona. Durante questo periodo fu data molta importanza al palazzo perché vi erano evidenti segni di arte catalana del XV secolo. Nel 1722 fu acquistato dalle monache del monastero di San Benedetto e fu utilizzato come magazzino e dormitorio. A seguito delle leggi di espropriazione del 1866,  venne confiscato fino a quando, nel 1901, fu ceduto all’Amministrazione delle Belle Arti, che si occupò dei primi restauri e nel 1948 fu adibito come museo.

Dopo lunghi lavori di restauro, dal 17 ottobre 2009 il museo è nuovamente aperto al pubblico. A settembre 2017 viene inaugurata la caffetteria del museo che si affianca alla libreria già presente, migliorando gli standard di fruizione per il pubblico.